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giovedì 1 novembre 2012

Il profumo di un viaggio nel tempo




Tempo d’autunno, di piogge e primi freddi.
È inevitabile, non passa un anno che non inauguri la stagione con un bel raffreddore. Cerco di resistere finché posso a compresse e pastiglie effervescenti curandomi con tazze di latte bollente al miele e brodo caldo, ma poi finisco per cedere ogni volta, sconfitta, ai consigli del farmacista. Non che abbia qualcosa contro la categoria, per carità, ma l’idea di mettere piede in un posto dove si vendono medicine non è proprio il massimo, così ogni volta compenso con una visita alla torrefazione vicina, tanto per scambiare quattro chiacchiere e comprare l’aroma naturale di vaniglia (ebbene sì, è la simpatica proprietaria del negozio la mia spacciatrice di dolcezze preferita!).
Ero giusto lì un paio di giorni fa, a lamentarmi del naso gocciolante, quando è entrata in negozio una signora anziana, una nuvola di capelli bianchissimi su un viso dolcemente spiegazzato dal tempo. Cercava il mosto cotto, ingrediente fondamentale per la realizzazione di un dolce dal nome incomprensibile (abbiate pazienza, ma il raffreddore mi ha reso anche sorda) che facevano dalle sue parti in occasione del 2 Novembre. Purtroppo il mosto cotto è un prodotto difficilmente reperibile, almeno dalle mie parti, ma quella richiesta così insolita è stato il trampolino perfetto per un salto indietro nel tempo, a quelle giornate fredde di fine ottobre in cui le nostre nonne riempivano la cucina di profumi. La tradizione dolciaria legata alla commemorazione dei defunti è antica quanto la simpatica festa di Halloween che riempie le vetrine delle nostre città di zucche e ragnetti di cioccolato, ma a me piace più il sapore autentico delle nostre tradizioni, perché, appunto, sono solo nostre.
E nelle tradizioni, ancora una volta, ho deciso di tuffarmi.
Avvolta nella coperta di lana con un tè bollente fra le mani ho dato fondo a tutti i miei ricordi intrecciandoli a quelli di mia madre, emigrata molti anni fa dalla bellissima Sardegna. Anche lì, in quella terra aspra e selvaggia, non manca l’antica tradizione della commemorazione dei defunti.
Per onorare i propri cari e sentirli vicini di nuovo, almeno per una giornata, le tavole vengono imbandite con ogni genere di prelibatezza; non si risparmia su cibi e vini di qualità, ma a farla da padrone tra i dolci insieme al “Pane ‘e saba” ci sono loro, i “papassinos”, piccoli rombi di biscotto farciti con noci, mandorle e uvetta, e decorati con glassa bianca e diavolini.
Ogni casa, ogni famiglia, ha la sua ricetta, e ogni paese detta le linee guida. Ci sono zone della Sardegna in cui viene utilizzata la sapa, altre in cui si aggiungono pinoli e arancia candita, ma qualunque sia la ricetta sono tutte valide, nessuna esclusa. Ognuno, voglio pensare, ha il suo modo speciale di ricordare la sua anima più cara. Ognuno la vizia a modo suo, cercando di fare cosa gradita a chi, purtroppo, ci ha lasciati.
E a loro, a tutti coloro che vegliano su di noi da lassù, ho deciso di dedicare la mia ricetta.
Con tutto il mio affetto.  

PAPASSINI
Ingredienti:
500gr di farina
150gr di strutto
170gr di zucchero
50gr di mandorle
100gr di noci
200gr di uvetta
3 uova
10gr di ammoniaca per dolci
latte qb
scorza di un limone
scorza di un’arancia
1 pizzico di sale
250gr di zucchero a velo
acqua qb
succo di limone
diavolini

Preriscaldate il forno a 180°.
Sulla spianatoia formate la fontana con farina, strutto, zucchero, uova, sale e aromi e impastate sino a ottenere un composto omogeneo.
A parte tritate finemente le mandorle con le noci, sminuzzate l’uvetta e aggiungetela al composto, lavorandolo bene. A questo punto prendete un bicchiere, versatevi due dita di latte appena intiepidito e sciogliete l’ammoniaca avendo cura di mescolare velocemente con un cucchiaino (se volete chiedete a vostro figlio di aiutarvi nell’operazione, giocare al piccolo chimico con un composto vivo fra le mani gli piacerà, se non si considera l’odore sgradevole del prodotto!). Se l’impasto dovesse risultare troppo morbido aggiungete della farina sino a ottenere un impasto morbido ma lavorabile.
Bene, se siete sopravvissute all’attentato olfattivo messo in atto da quella polverina terribile passate alla fase successiva.
Prendete piccole porzioni di impasto da cui ricavare dei piccoli salami che appiattirete con il palmo sino a raggiungere lo spessore di 1 cm per 5 cm di larghezza circa, e tagliateli diagonalmente con un coltello a lama liscia leggermente infarinato. Posizionate i biscotti su una teglia rivestita con carta da forno e cuocete per circa 20 minuti, o comunque sino a quando non vedrete un colorino dorato imbrunire le vostre meraviglie.
Mentre i biscotti sono in forno preparate la glassa mescolando zucchero a velo con poca acqua calda e qualche goccia di limone sino a ottenere una pastella densa. Spennellate i papassinos con la glassa e spargetevi i diavolini. Lasciate raffreddare i biscotti in un luogo asciutto e conservateli in un contenitore di latta.
In queste condizioni i papassinos dovrebbero mantenersi per circa una settimana, ma purtroppo non posso dirlo con certezza, in casa mia non sono mai durati tanto a lungo!


sabato 8 ottobre 2011

Metti un pomeriggio piovoso e un tè con un’amica…

























Quando diluvia e fa freddo che non ci sia niente di meglio che dividere un tè caldo e qualche segreto con le amiche è una gran bella verità. Peccato però che gli impegni quotidiani rendano il compito alquanto arduo, e che quindi il fine settimana ci si ritrovi sempre a correre tra i fari bagnati delle auto impazienti di tornarsene nella loro stalla di mattoni tra i pilastri di qualche palazzo a dodici piani, tenendo in bilico decine di buste della spesa e pacchetti di ogni genere.
Sì, perché anche se sono una donna cresciuta tra le fauci del traffico e sempre in lotta con le lancette dell’orologio non dimentico mai il tepore di un pomeriggio piovoso e di una lunga chiacchierata con un’amica che non si sente da tempo, una di quelle sedute infinite guarnite da tartufi e biscotti, anche se viste le distanze imposte dalla città l’appuntamento pomeridiano del sabato diventa inevitabilmente telefonico.
E così, sempre tenendo sott’occhio l’orologio in attesa di sentire il telefono squillare dal soggiorno, ho deciso di prendermela comoda almeno per un pomeriggio e prepararmi una coccola da accompagnare al mio tè preferito. Quello alla mandorla, tanto per cambiare.

BISCOTTI SPEZIATI ALLE MANDORLE
Ingredienti:
200gr di mandorle
180gr di fruttosio
150gr di farina integrale
liquore Strega
aroma naturale di vaniglia
latte
cannella
noce moscata

Sbollentate e spellate le mandorle strofinandole con un canovaccio (attenzione a non scottarvi, le mandorle potrebbero avercela con voi per averle gettate nell’acqua bollente!), prendetene una decina che farete tostare in forno caldo per qualche minuto e tagliatele a lamelle sottili.

Pestate le mandorle rimanenti con il fruttosio (lo so, si potrebbe sostituire con lo zucchero semolato, ma preferisco peccare con leggerezza) e aggiungervi una generosa spolverata di noce moscata e di cannella (doppia dose di cannella per me, ma il mio è un amore folle per questi deliziosi legnetti profumati che metto persino nei cassetti, e che a Natale semino per tutta la casa). 

Aggiungete la farina integrale e versate un po’ di Strega, un cucchiaio raso da tè di aroma naturale di vaniglia (che sia naturale davvero, non in fialetta!), e qualche goccia di latte fino a rendere l’impasto compatto e omogeneo.

Ora formate dei piccoli cilindretti con l’impasto e sistemateli in teglia, quindi appiattiteli un po’ con la punta delle dita e conficcatevi qualche lamella delle mandorle che avrete tenuto da parte.

Infornate a 200° e cuocete per 20-25 minuti.

Mentre i biscotti si raffreddano preparate il vostro tè preferito, accendete la lampada da lettura accanto alla vostra poltrona (che sia la vostra, non quella in multiproprietà con vostro marito o con il micio di casa!) e se fuori piove rispolverate il plaid a scacchi che ad aprile avete rinchiuso nell’armadio.
Una volta preparato il vostro piccolo angolo privato sistemate i biscotti ancora tiepidi su un piattino e portateli con voi in soggiorno insieme alla teiera; il telefono squillerà non appena avrete riempito la tazza, potete metterci la mano sul fuoco.
Adesso perciò non vi resta che deliziarvi con le vostre piccole prelibatezze e la voce allegra di quella vecchia amica che non sentite da una vita. I biscotti gustati in compagnia vi sembreranno ancora più buoni, fidatevi di me.


Con questi gustosi biscottini partecipo al contest del blog "L'ora del tea"




http://oradeltea.blogspot.com/2011/09/lora-del-teail-contest.html

E poi a questo, se volete partecipare al contest di "Cucino io":

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http://cucinoio2010.blogspot.com/2011/09/te-verde-e-pasticcini-contest.html

E anche a questo:





http://www.bperbiscotto.com/2011/09/b-per-bonet-e-la-mia-prima-raccolta.html